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Cronache di vita ed appunti di viaggio di un`italiana a San Diego

Alla scoperta di San Diego: LITTLE ITALY

Alla scoperta di San Diego: LITTLE ITALY

5 Giugno 2020 Elisabetta

Tutti i viaggiatori sentono la necessità di tornare a casa, di tanto in tanto. Per gli Italiani che si trovano negli Stati Uniti, la grande fortuna è che, grazie alla lunga storia di migrazione del nostro popolo e grazie alla nostra profonda identità culturale, molto apprezzata all’estero, tutte le grandi città americane hanno un quartiere italiano, che chiamano Little Italy. Qui a San Diego, Little Italy è una zona del centro città molto bella, interessante architettonicamente e vivace socialmente. Oggi torno virtualmente a casa e vi guido alla scoperta di Little Italy San Diego.

Little Italy è centralmente localizzata: vicino al Balboa Park, all’aeroporto internazionale (sì l’aeroporto di San Diego è in pieno centro!) e al mare; si trova proprio dove si installò la prima comunità di Italiani giunti a San Diego. Se siete già in centro città, Little Italy si può raggiungere agevolmente con la Green Line del trolley (fermata County Centre/Little Italy), se siete in altre zone di San Diego muovetevi con i bus cittadini, se arrivate dal nord della contea di San Diego, ci sono il Coaster Train e l’ Amtrak’s Pacific Surfliner che arrivano a Santa Fe depot, da dove potete camminare (10 minuti) o prendere la Green Line del trolley.

  • Little Italy San Diego
  • Little Italy San Diego

Vi sconsiglio di utilizzare l’auto perché Little Italy è un quartiere piccolo, centrale e come ci si può aspettare, c’è abbastanza traffico e trovare parcheggio è molto difficile. Se proprio non potete fare a meno di usare l’auto, vi consiglio di mettere in conto di lasciarla in un parcheggio a pagamento (molto cari).

Veniamo così sommersi dalla storia del quartiere, fondato proprio qui, sul mare, da un gruppo di pescatori italiani molto abili nella pesca del tonno

Noi, approfittando di una giornata molto poco trafficata, ci siamo andati in auto ed abbiamo avuto la fortuna di trovare parcheggio, dopo aver girato un po’, nel Kettner Boulevard. Scesi dall’auto siamo subito accolti da una serie di dipinti che rappresentano la vita della comunità di pescatori di tonno e veniamo così sommersi dalla storia del quartiere, fondato proprio qui, sul mare, da un gruppo di pescatori italiani molto abili nella pesca del tonno.

In realtà pare che alcuni Californios, fondatori della Old Town San Diego, di cui vi ho parlato qui, fossero di discendenza italiana: lo stesso Juan Bandini, che abbiamo citato perché la sua casa oggi è diventata il Cosmopolitan Hotel and Restaurant, era di provenienza italiana, come testimonia il cognome. Una presenza più consistente di Italiani a San Diego, però, viene documentata dopo che la California entra a far parte degli Stati Uniti d’America (1850) e precisamente nel 1871; ci vogliono, poi, una ventina d’anni perché il numero di Italiani cresca e si costituisca una comunità italiana inserita nella società.

La Little Italy degli inizi del 1900 è una comunità di pescatori di origine siciliana e ligure: sono abili nel costruirsi a mano le imbarcazioni e gli strumenti di pesca (principalmente le reti) e grazie alle loro capacità, il tonno pescato risulta tanto abbondante da indurre la nascita nella stessa zona, di imprese di inscatolamento del tonno. È il periodo in cui la comunità di Italiani a San Diego cresce, per le continue migrazioni dall’Italia, ma anche in seguito al terremoto a San Francisco (1906) che spinge tanti pescatori Italiani a spostarsi a sud, da quella che era stata la prima colonia di pescatori italiani in California (North Beach, San Francisco).

È sabato mattina, e, come tutti i sabati italiani, c’è un grande mercato di prodotti agricoli, il Little Italy Farmer’s Market

È sabato mattina, e, come tutti i sabati italiani, c’è un grande mercato di prodotti agricoli, il Little Italy Farmer’s Market, lungo tutta la Date Street tra Kettner Boulevard e State Street. Ci inoltriamo nel mercato e quando incrociamo India Street, vediamo il cartello ad arco sulla via con il nome del quartiere: siamo nel cuore odierno di Little Italy.

Little Italy San Diego
Il Farmer’s Market di Little Italy

Camminando per il quartiere, ovviamente oggi non si vedono più imbarcazioni per la pesca, botteghe di produzione delle reti, né aziende di inscatolamento del tonno. India Street è un susseguirsi su entrambi i lati di locali, ristoranti, pizzerie con nomi italianissimi. Ammetto che, da fiera Italiana, avevo un po’ di riserve, vista la mia esperienza precedente nella Little Italy di New York, dove avevo avuto l’impressione di un quartiere piuttosto fasullo, un po’ inscenato solo per compiacere i turisti.

Quello che percepisco subito è che la Little Italy di San Diego ha un aspetto autentico, di un quartiere vivo e vissuto da Italiani. Sui marciapiedi non è insolito sentir parlare italiano

Invece quello che percepisco subito è che la Little Italy di San Diego ha un aspetto autentico, di un quartiere vivo e vissuto da Italiani. Sui marciapiedi non è insolito sentir parlare italiano, e certamente, non si tratta di turisti. Questi sono gli Italiani che si sono trasferiti qui e che si sono costruiti un futuro, che ce la stanno facendo, giorno dopo giorno. Sono anziani e giovani, di prima o seconda generazione, di ogni regione italiana.

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La conferma di una comunità viva, proveniente da ogni regione ed attiva nel mantenere un legame con il nostro Paese di provenienza, mi viene quando, camminando per la via, troviamo un cartello che ricorda le iniziative realizzate da Little Italy San Diego per celebrare i Giochi Olimpici Invernali di Torino del 2006. Che sensazione inattesa! Da Torinese (e guida turistica della città) è bello vedere che un nostro evento, quello che ha portato la nostra città -finalmente- alla ribalta internazionale, è stato celebrato anche negli Stati Uniti; scopriamo, poi, che San Diego, è stata l’unica città americana ad aver dato visibilità all’evento. Grazie Little Italy San Diego, qui mi sento un po’ più a casa!

Cartello ricordo delle celebrazioni per i Giochi Olimpici Invernali del 2006 a Torino

In effetti, sono rimasta piacevolmente stupita da questa cosa, perché l’Italia è spesso rappresentata all’estero e in particolare negli USA dai tantissimi emigrati dalle regioni del sud. Di conseguenza, i piatti che vengono considerati italiani all’estero, sono piatti che noi in Piemonte quasi non consumiamo, l’abbigliamento e la gestualità, le cadenze ed il tono nel parlato dell’archetipo italiano all’Estero sono diversi dai nostri e lo stesso aspetto dell’Italiano è quello con capelli, occhi e carnagione scura (tutto il contrario di come sono io).

Da Torinese (e guida turistica della città) è bello vedere che un nostro evento, quello che ha portato la nostra città -finalmente- alla ribalta internazionale, è stato celebrato anche negli Stati Uniti; scopriamo, poi, che San Diego, è stata l’unica città americana ad aver dato visibilità all’evento

Spesso noi Italiani del nord subiamo discriminazione quando siamo all’estero: non siamo mai rappresentati, ed in generale, connazionali e non, ci considerano meno Italiani. È una sensazione bellissima, non sentirsi trasparenti, ma acquisire la consapevolezza che qui a San Diego nel 2006 si è parlato di Torino, così anche Torino ha fatto la sua apparizione sulla cartina mentale dell’Italia, degli abitanti di San Diego.

  • Little Italy San Diego

Vorrei fermarmi e conoscerli tutti, questi Italiani di Little Italy e farmi raccontare le loro storie: ognuno di loro con il proprio trascorso; qualcuno qui ci è nato, qualcun altro avrà dovuto affrontare, come me, la difficile scelta di lasciare tutto il conosciuto e il familiare. Ognuno di essi con un’esperienza unica. Tutti accomunati dalla ricerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli, futuro che ancora oggi, proprio come cento anni fa, la nostra terra di origine non riesce ad offrirci.

Ma cosa è successo ai pescatori? E come è avvenuto questo cambio di vocazione del quartiere? Intorno alla metà del XX secolo la pesca del tonno e il suo inscatolamento perdono importanza economica e contemporaneamente si procede alla costruzione della freeway I-5, che, passando proprio in centro, riduce l’estensione del quartiere. Successivamente, come succede in tutte le città americane intorno agli anni ’70 e ’80, si assiste ad un tremendo declino dei centri città, compresi gli ex insediamenti di Italiani, le Little Italy.

Tutti accomunati dalla ricerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli, futuro che ancora oggi, proprio come cento anni fa, la nostra terra di origine non riesce ad offrirci

Invece di assistere passivi alla sparizione graduale del quartiere, gli Italiani di San Diego si sono attivati per rivitalizzare la loro Little Italy, iniettando nuova linfa tramite l’Italian Cultural Centre of San Diego, un’organizzazione no profit fondata nel 1981 che si occupa di promuovere la diffusione della cultura italiana in tutte le sue forme. Quindici anni dopo un gruppo di proprietari di locali a conduzione familiare, proprietari immobiliari e residenti del quartiere hanno fondato la Little Italy Association of San Diego con lo scopo di perseguire l’abbellimento, la promozione, lo sviluppo economico e la pubblica sicurezza del quartiere, preservando le sue risorse culturali uniche.

  • Little Italy San Diego
    Amici Park
  • Little Italy San Diego
    Campi da bocce

Una delle loro iniziative, portata a compimento in collaborazione con il San Diego Unified School District (il dipartimento scolastico di San Diego), è stata la creazione di un bellissimo spazio verde, rilassante e molto piacevole in pieno stile italiano: proseguendo su Date Street all’angolo con State Street si incontra l’Amici Park Amphitheater, un piccolo anfiteatro a gradoni coperto da un pergolato dove rilassarsi (e, dove, durante il Little Italy Summer Film Festival vengono proiettati film italiani); ancora più avanti, su Date Street, si incontra una cosa tipicamente italiana: i campi da bocce (Little Italy Bocce Ball Courts).

Un bellissimo spazio verde, rilassante e molto piacevole in pieno stile italiano: l’Amici Park Amphitheater, un piccolo anfiteatro a gradoni coperto da un pergolato dove rilassarsi e una cosa tipicamente italiana: i campi da bocce

L’ambientazione del paesino italiano è completata dalla Chiesa di Nostra Signora del Rosario che si trova dall’altra parte della State Street. La chiesa fu eretta nel 1923 in seguito all’arrivo del Padre salesiano Rabagliati, inviato per dare un punto di riferimento ed un luogo di culto della religione cattolica alla crescente comunità italiana, che ormai era di provenienza mista (non solo siciliani e liguri), tanto è vero che il terreno su cui fu eretta la chiesa era di proprietà di una famiglia piemontese (evviva i Piemontesi e il Piemonte! 😉 sì sono di parte).

LEGGI:  Alla scoperta di San Diego: NORTH PARK
  • Passeggiando per Little Italy
  • Little Italy San Diego
    Washington Elementary School
  • Casetta a Little Italy
  • Casetta a Little Italy

L’atmosfera che si respira in questa parte di Little Italy è molto rilassata, sembra proprio un tranquillo paesino italiano, le casette sono molto piccole e hanno colori vivaci, ci piace e decidiamo di continuare a passeggiare.  Passiamo davanti a Convivio, un’organizzazione fondata nel 2003 che si propone come centro di incontro sociale e di diffusione della cultura, delle arti e della storia italiane, con lo scopo di preservare l’Italianità.

Arriviamo alla Washington Elementary School, un bell’edificio, grande, costruito negli anni ’70 per rimpiazzare la già esistente scuola costruita nel 1915: mi immagino i figli dei primi migranti italiani che ebbero la fortuna di ricevere un’istruzione, imparare una lingua che non si parlava in famiglia e, in questo modo, integrarsi come nuovi cittadini.

Little Italy San Diego
Aereo su Little Italy

Credo che il forte contributo che gli Italiani hanno dato e continuano a dare alla città di San Diego, dal punto di vista culturale e sociale, sia proprio il risultato e la gratitudine per questa integrazione attraverso l’istruzione che fu offerta alla comunità fin dai primi anni di insediamento: dovremmo riflettere su questo, noi Italiani, soprattutto di questi tempi.

Credo che il forte contributo che gli Italiani hanno dato e continuano a dare alla città di San Diego, dal punto di vista culturale e sociale, sia proprio il risultato e la gratitudine per questa integrazione attraverso l’istruzione che fu offerta alla comunità fin dai primi anni di insediamento

Torniamo, ora verso India Street e dobbiamo rassegnarci: il cielo di Little Italy è continuamente attraversato da aerei. L’aeroporto è proprio vicinissimo, all’estremità nord-est del quartiere, quindi c’è un grande viavai ed il susseguirsi di boati, per noi che non siamo abituati, è piuttosto fastidioso. Penso che è un peccato, perché questo quartiere mi sta piacendo molto, e quasi quasi avrei pensato di trasferirci qui.

Little Italy San Diego
Piazza Basilone

Arriviamo intanto alla Piazza Basilone, decorata con una fontana con un globo terrestre realizzato a mosaico. La piazza (che in realtà occupa solo un angolo di marciapiede, non è una piazza come le intendiamo noi) è dedicata a John Basilone (un sergente della marina di ovvie discendenze italiane, che morì in servizio durante la II guerra mondiale) e ai ragazzi che non fecero più ritorno a casa (“the boys that never came home”), a causa della II guerra mondiale, la guerra in Corea e in Vietnam. È un luogo in cui le persone si siedono per rilassarsi, leggere un libro o bere un drink.

L’altra piazza di Little Italy, questa in stile tipicamente italiano è la Piazza della Famiglia, creata ed inaugurata nel 2018 e dedicata alle famiglie che in passato, nel presente e in futuro hanno costituito, costituiscono e costituiranno il tessuto sociale di Little Italy. La piazza è stata realizzata chiudendo Date Street tra India Street e Columbia Street. Ad una estremità una fontana fa da sottofondo con i suoi zampilli, mentre tutta la piazza è occupata da tavolini, sedie ed ombrelloni dei diversi locali e la leggera pendenza verso il mare invita a godersi la vista spettacolare.

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    Piazza della Famiglia
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    Dedica della piazza

Attratti proprio da questa vista, ma anche dai meravigliosi grattacieli della Little Italy nuova, ci dirigiamo verso il Waterfront (la camminata lungomare). Passiamo davanti al Firehouse Museum, situato proprio nell’antica stazione dei pompieri che ha servito Little Italy fin dal 1915, per circa cinquant’anni. Ma i miei occhi sono conquistati dagli altissimi edifici in stile moderno che adoro (e che purtroppo a Torino, non abbiamo!) non solo dal punto di vista estetico ma anche perché danno vitalità al quartiere.

Attratti proprio da questa vista, ma anche dai meravigliosi grattacieli della Little Italy nuova, ci dirigiamo verso il Waterfront

Questi grattacieli, realizzati con i materiali dell’edilizia moderna, come vetro riflettente e metallo lucido, sono stati tutti costruiti dopo il 2000, confermando la rinascita della downtown di San Diego e dimostrando che, sebbene fondato più di cento anni fa, Little Italy è un quartiere vivo, che si rinnova e attrae costruttori e nuovi residenti (al contrario di Old Town). I palazzi, in continuità con la vocazione del quartiere, hanno nomi italiani: Acqua Vista Apartment, La Vita Little Italy, Allegro Tower.

Little Italy San Diego
Il mio grattacielo preferito a LIttle Italy:
Bayside by Bosa

Proseguendo arriviamo al Waterfront Park, un parco enorme proprio di fronte al mare e ad un estremo c’è il Playground per i bimbi, un parco giochi molto esteso, con tantissime strutture per arrampicarsi, dondolarsi, saltare, scivolare, niente di rotto o vandalizzato. C’è addirittura una vera collina su cui arrampicarsi per sentieri o salire con una rampa (grande inclusività) da cui scendono vari tipi di scivoli (lo confronto mentalmente con i nostri parchi giochi cittadini: in uno spazio ridotto 1 scivolo, 2 altalene, 1 casetta, alcuni vandalizzati e generalmente datati anni ‘80/’90).

C’è la mamma che, arrivata con figlio e figlia, dà l’ultima raccomandazione prima di lasciarli liberi di giocare: “be nice to everyone”

Il parco è molto frequentato: ci sono bimbi più grandi e bimbi più piccoli, chi accompagnato sui giochi dai genitori, chi solo sorvegliato, ma regna un grande rispetto ed un’atmosfera di sano svago. C’è il papà-rambo che sta incitando la figlia (qui non esiste, a quanto pare, la discriminazione femmina/maschio che ho troppo spesso notato in mamme e papà italiani) a non mollare e continuare ad arrampicarsi anche se sta diventando difficile; c’è la mamma che, arrivata con figlio e figlia, dà l’ultima raccomandazione prima di lasciarli liberi di giocare: “be nice to everyone” (siate gentili con tutti). Questa frase mi fa riflettere molto: avete mai sentito una raccomandazione di questo tipo in un parco giochi italiano? Io no.

LEGGI:  Alla scoperta di San Diego: OLD TOWN
  • Playground-dettaglio
  • Tavolo da pic nic inclusivo
Waterfront Park playground a Little Italy

Qui è racchiusa tutta la filosofia del vivere californiano: sii gentile con tutti, rispetta gli altri, perché è semplicemente più bello, più facile ed è la condizione necessaria per vivere in comunità. Noi, forse, ce lo siamo un po’ dimenticato, mentre qui lo insegnano fin da piccoli, è il loro approccio alla vita. Da un lato del playground ci sono servizi pubblici in apprezzabili condizioni igieniche e tavoli e panchine per chi vuole fare un pic nic: una panchina di ogni tavolo è come tagliata e riporta il simbolo dei disabili su carrozzina.

In questo momento sento che questo è esattamente l’ambiente dove voglio che cresca mio figlio e dove io stessa mi sento bene. E sono felice della mia scelta

Rifletto sul fatto che per i bimbi che crescono qui è scontato avere un parco giochi inclusivo, non discriminatorio, dove femmine e maschi sono stimolati allo stesso modo dal punto di vista dello sviluppo fisico e sportivo ed hanno le stesse possibilità ed aspirazioni per il futuro, dove viene loro insegnato come ci si comporta per stare bene in società. I bimbi che crescono senza l’esempio di giochi vandalizzati, senza la trascuratezza dei nostri parchi, senza l’aggressività e l’incapacità di condividere che ho spesso notato nei genitori e nonni italiani, saranno adulti e cittadini migliori e costituiranno una società dove è bello vivere.

  • Little Italy San Diego
  • Little Italy San Diego

Penso che tutto questo, sicuramente, è ciò che ripaga noi Italiani che abbiamo lasciato tutto, che dobbiamo abituarci ad una qualità alimentare inferiore alla nostra, che abbiamo rinunciato a vedere la storia, l’arte e l’architettura antiche semplicemente camminando nelle nostre città. Tutto questo è ciò che non ci fa rimpiangere la scelta fatta: in questo momento sento che questo è esattamente l’ambiente dove voglio che cresca mio figlio e dove io stessa mi sento bene.

E sono felice della mia scelta.


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