Alla scoperta di San Diego: BALBOA PARK
La città di San Diego è sicuramente famosa per le sue bellissime spiagge, per il surf e per il clima mite. San Diego, però, è molto più di questo. Quello che distingue San Diego dal resto delle città costiere californiane, il vero motivo per scegliere San Diego per una vacanza, come tappa highlight del vostro tour della California, o, come nel mio caso, per una nuova vita sulla West Coast, è il Balboa Park, il parco culturale urbano più esteso degli Stati Uniti.
Venite con me, oggi vi porto a spasso in questo parco gigantesco, visiteremo i suoi giardini, vi racconterò la sua storia, ammireremo gli edifici e godremo di un’atmosfera unica.





Il Balboa Park non è una semplice area verde cittadina, ma è un’eccezionale concentrazione di musei, teatri, spazi per performances artistiche, edifici di interesse storico e architettonico, giardini e uno zoo tra i più grandi e famosi al mondo. La sua localizzazione proprio in centro città ci rivela che questo enorme spazio verde fu concepito fin dalle origini della città stessa.
Il Balboa Park non è una semplice area verde cittadina, ma è un’eccezionale concentrazione di musei, teatri, spazi per performances artistiche, edifici d’interesse storico e architettonico, giardini e uno zoo tra i più grandi e famosi al mondo.
Nella seconda metà dell’Ottocento, quando gran parte della città era ancora concentrata nell’area oggi conosciuta come Old Town , alcuni cittadini intraprendenti videro il potenziale offerto dallo spazio a sud di Old Town a ridosso del Waterfront e in questo luogo diedero impulso allo sviluppo della New Town. Quasi contemporaneamente, nel 1868, decisero di riservare un’ampia porzione di questo spazio, che si stava rapidamente trasformando in città, e di destinarla a parco cittadino.




Poco meno di trent’anni più tardi, la botanica, orticoltrice Kate Sessions propose un accordo alla città di San Diego: in cambio di un adeguato spazio all’interno del parco per il suo vivaio commerciale, avrebbe popolato il territorio piantando 100 alberi all’anno e avrebbe regalato altri 300 alberi da distribuire in altre parti della città. Essendo un’appassionata di giardini artistici, Kate Session studiò il suolo e il clima per importare le piante più adatte a San Diego: arrivarono piante esotiche da tutto il mondo, soprattutto da Australia, Messico, Spagna e Sudafrica.
Per il grande impulso che diede alla nascita del parco, Kate Sessions è considerata la Madre del Balboa Park, ed è dedicata a lei la statua in bronzo che si vede facendo la scenica entrata dal lato ovest.
Una decina di anni più tardi Kate favorì la costituzione di un Comitato di Miglioramento del Parco e l’assunzione di un architetto paesaggista per guidare lo sviluppo del parco; organizzò, inoltre, nel 1904 il primo “Arbor Day”, giornata in cui cittadini e studenti si riunivano per piantare alberi e arbusti nelle aree ancora libere. Per il grande impulso che diede alla nascita del parco, Kate Sessions è considerata la Madre del Balboa Park, ed è dedicata a lei la statua in bronzo che si vede facendo la scenica entrata dal lato ovest.

Kate Session

Lo storico Ficus Magnolioide
Fu, poi, la Panama-California Exposition l’occasione per dare al Balboa Park una destinazione artistico-culturale. I primi edifici costruiti all’interno del parco furono, infatti, i padiglioni che ospitavano l’Expo iniziata nel 1915 ed estesa per tutto il 1916 per celebrare la realizzazione del Canale di Panama.
Fu durante la pianificazione di questo grande evento che si decise di dare un nome al parco, fino a quel momento chiamato City Park. Fu indetto un concorso pubblico cittadino e tra le varie proposte si decise d’intitolarlo all’esploratore spagnolo Vasco Nuñez de Balboa che fu il primo, dalle coste di Panama, ad avvistare le acque dell’Oceano Pacifico.
…per reagire alla grande depressione e ridare impulso allo sviluppo economico, creare nuovo lavoro e favorire grandi ricadute sul territorio, si decise di tenere all’interno del Balboa Park un’altra Expo.
Nel 1935 per reagire alla grande depressione e ridare impulso allo sviluppo economico, creare nuovo lavoro e favorire grandi ricadute sul territorio, si decise di tenere all’interno del Balboa Park un’altra Expo, la California Pacific International Exposition che fu motivo di costruzione di nuovi edifici, ristrutturazione di quelli già esistenti e creazione di nuovi giardini.
La passeggiata
Oggi ci sono diversi accessi al Balboa Park che è anche attraversato dalla freeway. Io vi consiglio l’ingresso da ovest su Laurel Street che è il più scenico poiché è l’ingresso storico originale della Panama-California Exposition del 1915. Qui, ammirando da lontano la California Tower, non potrete non notare alla vostra destra l’enorme ficus magnolioide o fico della baia di Moreton (Queensland – Australia), specie che caratterizza il parco, pur essendo un albero tipico australiano.


Questi ficus furono piantati nel 1915 in occasione della prima Expo. Subito dopo, proseguendo da questo lato della strada, vedrete la statua dedicata a Kate Session mentre, alla vostra sinistra, o attraversando la strada troverete la Founders Plaza con le statue dedicate ai tre fondatori del parco.
Per il suo progetto, gli architetti si ispirarono alla tradizione spagnola e alla semplicità e grazia degli acquedotti romani. Rimane il primo ponte a sbalzo a più arcate costruito in California.
Proseguendo verso la California Tower percorrerete il Cabrillo Bridge, il ponte spettacolare che fu espressamente costruito per rendere accessibile l’Expo del 1915. Per il suo progetto, gli architetti si ispirarono alla tradizione spagnola e alla semplicità e grazia degli acquedotti romani. Rimane il primo ponte a sbalzo a più arcate costruito in California.

Vista su Downtown dal Cabrillo Bridge

Arco decorato ingresso ovest
Al di sotto del ponte che sovrasta il Cabrillo Canyon era stata creata una laguna per riflettere scenicamente le arcate del ponte. Dal 1941, concessa da un referendum, fu costruita la freeway, ma il tentativo vent’anni dopo di costruire una sopraelevata alla esistente freeway, per poterla ampliare a 8 corsie (anziché 4), fu respinto dalla votazione popolare.
Passeggiando sul Cabrillo Bridge godrete di una meravigliosa vista su Downtown. Al termine del ponte c’è il California Quadrangle, costruito per dare un ingresso altisonante all’Expo del 1915. Superato l’arco decorato vi troverete nella Plaza de California: alla vostra sinistra, cioè a nord, si trova il California Building and Tower, la cui decorazione ripropone la storia della California, con missionari, esploratori, re e simboli di Spagna, Messico, California e Stati Uniti.

Proseguendo oltre questa piazza sulla via El Prado, che attraversa l’originario agglomerato culturale del parco, potrete continuare verso nord, dove troverete l’Old Globe Theatre, eretto sulle forme del Globe Theatre di Londra (oggi ricostruito e chiamato Shakespeare’s Globe) in occasione della California Pacific International Expo del 1935. Oltre al teatro, c’è un bel bar pergolato con molto spazio per sedersi e rilassarsi e avere un punto di vista privilegiato sul California Building and Tower, e apprezzare la meravigliosa cupola a mosaico.





Se tornate verso la via El Prado e la attraversate, avrete accesso all’Alcazar Garden, un piccolo e piacevole giardino che vi porterà in Spagna. Fu, infatti, realizzato nel 1935 su ispirazione del Real Alcazar di Siviglia e ripropone una pergola e basse fontane ricoperte di azulejos (maioliche tipiche dell’architettura moresca in Spagna).



Le fontane laterali dell’originale, sono state qui sostituite da grandi aiuole fiorite. Se invece proseguirete su El Prado avrete alla vostra sinistra lo Sculpture Garden, un giardino di pertinenza del San Diego Museum of Art dove sono esposte opere di arte contemporanea.
…impossibile non notare l’unico edificio in stile modernista americano (di metà Novecento) in questa parte di parco: è il Timken Museum.


A questo punto vi si apre davanti la bella fontana della Plaza de Panama (installata qui solo nel 1996), con i tavolini e gli ombrelloni tutti intorno. L’edificio che domina la piazza a nord con la sua decoratissima facciata in stile plateresco è il San Diego Museum of Art, un edificio che non esisteva durante l’Expo del 1915 perché fu costruito appositamente per ospitare il Museo di Arte nell’anno della sua fondazione, il 1926. Subito a est del Museo di Arte impossibile non notare l’unico edificio in stile modernista americano (di metà Novecento) in questa parte di parco: è il Timken Museum, un museo d’arte, fondato nel 1965, a ingresso gratuito.

Sculpture Garden

Timken Museum
Sempre da questo lato della piazza ma dall’altra parte di El Prato c’è la bellissima House of Hospitality costruita per l’Expo del 1915 in stile rinascimentale spagnolo e poi rimaneggiata e ampliata nella corte centrale per l’Expo del 1935. Oggi ospita il Visitor Center (andate a chiedere informazioni, una mappa del parco o a prendere le audioguide, tour molto ben realizzato a solo 5 dollari). Nel cortile interno c’è una bella fontana con una statua che ritrae una donna azteca (Woman of Tehuantepec) e The Prado un ristorante rinomato con un dehors suggestivo.




Questa piazza è così ricca e bella che richiede una sosta per contemplare la perfezione degli edifici e assorbire tutta l’energia del Balboa Park…con un bel caffè americano (o anche un cappuccino, relativamente buono per essere sulla West Coast americana).
A sud della piazza vedrete la statua equestre in bronzo di “El Cid Campeador”, cioè Rodrigo Diaz de Vivar, un condottiero medievale spagnolo e verso est troviamo la House of Charm, costruita per l’Expo del 1915 in stile coloniale spagnolo. Ospita il Mingei International Museum (arte popolare, artigianato e opere di design) e il San Diego Art Institute (arte contemporanea).

Statua equestre di El Cid Campeador

House of Charm
Questa piazza è così ricca e bella che richiede una sosta per contemplare la perfezione degli edifici e assorbire tutta l’energia del Balboa Park. Se volete farlo sorseggiando un bel caffè americano (o anche un cappuccino, relativamente buono per essere sulla West Coast americana), nel cortile dell’House of Hospitality trovate anche il Prado Perk, un bar che serve caffè, tè e pasticceria.







Verso sud la strada conduce al Japanese Friendship Garden, un meraviglioso giardino in stile giapponese con i Koi Pond (stagni pieni di pesci colorati), ruscelletti e giochi d’acqua, sculture di bronzo, ponticelli, il giardino di azalee e un percorso rilassante con panchine per godere di tutto questo. Superato il Japanese Frienship Garden si apre ai vostri occhi il grande colonnato a semicerchio che convoglia lo sguardo al grande Spreckels Organ Pavilion, l’organo a canne costruito per l’Expo del 1915 e ancora oggi considerato il più grande organo a canne all’aperto del mondo.


La strada (percorribile in auto o a piedi) poi prosegue verso l’espansione del parco sviluppata per l’Expo del 1935 e conduce alla Pan American Plaza caratterizzata da un mix architettonico che ripropone un po’ di storia dell’America centrale e meridionale e un po’ di modernità. Intorno alla piazza gravitano, infatti, edifici con influenze azteche (Federal Building), in stile contadino messicano (Recital Hall and Marie Hitchcock Puppet Theater), in stile art déco (Starlight Bowl) e modernista (Ford Building). All’interno di questi edifici oggi troviamo il San Diego Automotive Museum, il San Diego Aerospace Museum, la Palestra Comunale, la House of Pacific Relations e le casette che rappresentano ognuna una nazione del mondo.






…un bellissimo specchio d’acqua con ninfee e fiori di loto, è il Lily Pond. L’imponente edificio in legno alle spalle dello stagno è il Botanical Building.
Riprendiamo la nostra passeggiata su El Prado (che da qui diventa pedonale) dopo la pausa in Plaza de Panama: sulla sinistra (a nord) passando sotto gli archi scoprirete un bellissimo specchio d’acqua con ninfee e fiori di loto, è il Lily Pond. L’imponente edificio in legno alle spalle dello stagno è il Botanical Building: al suo interno sono coltivate orchidee, felci e altre piante tropicali. Furono entrambi costruiti per l’Expo del 1915.


Proseguendo da questo lato della strada, incontriamo la Casa del Prado. Originariamente nata per l’Expo del 1915 con il nome di House of Food and Beverages, fu completamente ricostruita per l’Expo del 1935-36. Il suo cortile interno ricorda gli edifici rinascimentali con porticato ad archi a tutto sesto al pian terreno e al primo piano. È utilizzata oggi come location per eventi, ma offre anche sale per meeting, sale prove per la danza e di supporto all’adiacente Casa del Prado Theater.




Di fronte alla Casa del Prado fu costruita la meravigliosa Casa de Balboa, forse l’edificio più ricco di decorazioni e bello dell’Expo del 1915. Nella sua facciata noterete a sostenere il peso del tetto sulla loro schiena delle cariatidi piegate. La rappresentazione di nudo (come solitamente l’arte presentava cariatidi e telamoni) fu ampiamente discussa in fase di realizzazione e, sebbene il progetto iniziale prevedesse cariatidi e telamoni, si scelse di rappresentare solo le donne, in quanto la rappresentazione di nudo femminile si riteneva a quel tempo più accettabile che non quella maschile.


Oggi la Casa de Balboa ospita il Museo di Arte Fotografica (Museum of Photographic Arts), l’Archivio Storico di San Diego (San Diego History Center & Archives) e il Museo delle Ferrovie e dei Modellini ferroviari (San Diego Model Railroad Museum).
Pare sia stata una delle attrazioni più apprezzate di quell’edizione. Oggi il giardino è stato trasformato in giardino delle farfalle.
Superata la Casa de Balboa troverete l’accesso allo Zoro Garden, un giardino realizzato in pietra per l’Expo del 1935 che ospitava una colonia di nudisti. Pare sia stata una delle attrazioni più apprezzate di quell’edizione. Oggi il giardino è stato trasformato in giardino delle farfalle: accoglie le piante che forniscono l’habitat per il completamento dell’intero ciclo di sviluppo delle farfalle.



Ora si apre di fronte a voi un altro spiazzo con al centro una grande fontana in cemento: è la Bea Evanson Fountain. Alla vostra sinistra, a nord della fontana, l’edificio costruito nel 1933 per ospitare il San Diego Natural History Museum, che dal 1917 aveva sede al Balboa Park ma in edifici preesistenti. Costeggiate questo edificio e dirigetevi a nord verso l’ultima tappa della nostra passeggiata.
I colori e la vivacità di questo villaggio vi attrarranno al suo interno: siete arrivati allo Spanish Village Art Center. Questo piccolo agglomerato di casette fu costruito in occasione dell’Expo del 1935 con l’intento di riprodurre un caratteristico tradizionale villaggio spagnolo.




Dopo all’expo fu utilizzato come punto di riferimento per artisti e continuamente arricchito e abbellito, con mattonelle di cemento colorate, fiori e decorazioni. Fatevi una piacevole e rilassante passeggiata all’interno del villaggio per vedere il pozzo costruito nel 1935, e visitare gli studi degli artisti, artigiani, pittori, fotografi, incisori, artisti del vetro, designer di gioielli.
E come non terminare seduti a un tavolino con una bella birra fresca per arricchire l’esperienza godendoci l’atmosfera frizzante dello Spanish Village Art Center, punto d’arrivo ideale del nostro tour al Balboa Park.
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