Alla scoperta di San Diego: dal SEAPORT VILLAGE al WATERFRONT PARK
La cosa più bella da fare per conoscere una città è passeggiare. Adoro passeggiare per assorbire le atmosfere, incrociare sguardi, cogliere i dettagli architettonici, osservare atteggiamenti, contemplare panorami…qui a San Diego, a dispetto dell’essere a misura d’uomo-seduto-in-auto, ci sono svariate possibilità per piacevoli passeggiate esplorative…oggi venite con me nella mia passeggiata preferita: dal Seaport Village al Waterfront Park.
Addentrandosi nel Seaport Village, ci si trova in un’altra dimensione: dimenticata la città si cammina in vicoli ciottolati, tra negozi, bar, fontane, e, al centro del villaggio, la giostra carosello ed è impossibile resistere al desiderio di sedersi a bere un caffè e godere quest’atmosfera festaiola
Il Seaport Village è un vivace e coloratissimo angolo di città, affacciato sul mare che riproduce un villaggio portuale del secolo scorso. Fu costruito nel 1978 su una porzione di costa chiamata originariamente Punta de los Muertos (punta dei morti) perché qui, durante una spedizione del 1782 gli Spagnoli vi seppellirono i morti di scorbuto. Successivamente, divenne un cantiere ferroviario dove si depositavano le merci scaricate dalle navi e pronte per essere caricate sui treni diretti a est.





Addentrandosi nel Seaport Village, ci si trova in un’altra dimensione: dimenticata la città si cammina in vicoli ciottolati, tra negozi, bar, fontane, e, al centro del villaggio, la giostra carosello ed è impossibile resistere al desiderio di sedersi a bere un caffè e godere quest’atmosfera festaiola. In un lato più tranquillo c’è anche un giardino con lo stagno e le anitre, il ponticello, le panchine e tanto verde. È impressionante e piacevole alzare lo sguardo e godere del contrasto tra l’atmosfera messicana ottocentesca con i cactus e le case basse e i bellissimi grattacieli super moderni della Downtown.




Di fronte al Seaport Village possiamo apprezzare la bellezza del ponte Coronado Bridge e la penisola di Coronado. Da qui continuiamo la nostra passeggiata verso nord sul lungomare e godiamo della vista della baia con le barche a vela ormeggiate. Poco più avanti incontriamo installazioni che ci ricordano il passato della città come capitale dell’inscatolamento del tonno: stiamo passando di fianco al Tuna Harbor.



Alla nostra destra la bellissima installazione del Ruocco Park, un parco dedicato alla memoria di Ilse Ruocco, designer di interni e insegnante universitaria e di suo marito, l’architetto Lloyd Ruocco, che nel 1977 istituirono un fondo per un parco pubblico. L’installazione di arte contemporanea realizzata nel 2012 si intitola the Riparium e intende suggerire l’idea dell’albero e il sartiame, le corde, delle barche a vela.


Da qui in poi, entriamo nello spirito statunitense di celebrazione della nazione come potenza militare. Poco più avanti, incontriamo, sempre alla destra il Memorial USS San Diego, un memoriale dedicato all’incrociatore USS (United States Ship) San Diego, che combatté nell’Oceano Pacifico meridionale durante la seconda guerra mondiale e fu la prima grande nave a entrare nel porto di Tokio per la firma della resa giapponese.
Camminiamo ora verso il mare fino a raggiungere lo scenico Fish Market Restaurant: ci troviamo in mezzo a un gruppo di 16 statue in bronzo in divisa militare su una piattaforma circolare che dà proprio sul mare, con sullo sfondo, la gigantesca USS Midway (portaerei, di cui vi parlo tra poco). Questo monumento è il National Salute to Bob Hope and the Military.

Bob Hope è stato un attore, comico e intrattenitore in tv e al cinema e, a partire dal 1943 si recò spesso sui luoghi di combattimento per intrattenere e sollevare il morale delle truppe, non solo durante la seconda guerra mondiale ma anche, successivamente, nelle guerre in Corea, Vietnam, guerra fredda e del Golfo. Le figure rappresentano un tipico road show con Bob che intrattiene le truppe vicino al fronte.
Un po’ più spostata e a dimensione gigante la ben più famosa e selfie-friendly installazione Unconditional Love dell’artista J. Seward Johnson che riproduce in scultura una celebre fotografia scattata dal fotografo Alfred Eisenstaedt il 14 agosto 1945 a Times Square, subito dopo l’annuncio della resa del Giappone e la conseguente fine della seconda guerra mondiale. Sebbene a prima vista la statua sembra esprimere un bacio romantico, in realtà le cose andarono diversamente.
Quella che è diventata un’immagine iconica, non fu in realtà un bacio, ma un personale atto di felicità e sollievo per la fine della guerra, esercitato, però, su un’altra persona senza il suo consenso
Pare che il marinaio, identificato quando la foto divenne famosa, fosse a New York in licenza e stesse andando a incontrare la sua fidanzata, prima di dover tornare a combattere. Inebriato dall’annuncio della fine della guerra e dall’alcool dei festeggiamenti, alla vista di una ragazza in divisa bianca, associata alle crocerossine al fronte, ebbe l’impeto di celebrare con un bacio vistoso e certamente non ricambiato.
La ragazza, un’igienista dentale, che si riconobbe immediatamente nella foto dei giornali, raccontò che era uscita in strada per accertarsi che davvero la guerra fosse finita e improvvisamente venne afferrata da un marinaio sconosciuto. Quella che è diventata un’immagine iconica, non fu in realtà un bacio, ma un personale atto di felicità e sollievo per la fine della guerra, esercitato, però, su un’altra persona senza il suo consenso.


La grande eco che la società statunitense diede a questa immagine (anche dopo averne scoperto il reale atto), e continua a dare installando queste gigantesche statue in varie città, evidenzia l’assenza di denuncia di fronte a un atto pubblicamente riconosciuto come violenza e dimostra quanto sia accettata, e di conseguenza normalizzata, la strumentalizzazione femminile. Il recente movimento #metoo ha ottenuto la rimozione di alcune di queste statue in altre città, ma a San Diego, no (sic!).
Di tutt’altro tenore è, invece, la emozionante statua in bronzo che trovate alla stessa altezza ma dall’altro lato del lungomare. Si intitola Homecoming (è una riproduzione dell’originale che si trova al Naval Heritage Center a Washington, D.C) e riproduce la riunificazione di una famiglia al rientro a casa del marinaio dopo la missione. In questa statua le espressioni facciali e le posizioni dei corpi esprimono l’affetto e la tenerezza di un marito e papà, una moglie e mamma e il loro figlioletto, riuniti dopo un lungo periodo di lontananza e si percepisce il loro sollievo.




Ovviamente grazie alla mole imponente, l’abbiamo vista da molto lontano, ma ora ci troviamo proprio di fronte alla USS Midway la prima portaerei commissionata dopo la fine della seconda guerra mondiale, attiva nella guerra in Vietnam e nella guerra del Golfo. La Midway risulta essere la portaerei statunitense utilizzata più a lungo e oggi è il museo navale più visitato degli Stati Uniti (dagli statunitensi stessi che sono sempre molto fieri delle loro imprese belliche).
Proseguendo nella nostra passeggiata adesso abbiamo un colpo d’occhio eccezionale per i bellissimi grattacieli di Downtown, mentre verso il mare arriviamo al Broadway Pier dove gli occhi vengono conquistati dal bellissimo edificio in vetro e metallo realizzato da Leni Schwendinger, il Port Pavilion, terminal crocieristico e locale per eventi. Il lato destro della facciata è completamente occupato da una enorme scultura murale, Tidal Radiance, realizzata con moduli in vetro e metallo montati su tiranti per evocare la marea e la vita marina.




Da qui parte il Coronado Ferry verso la penisola di Coronado. La storica motonave Cabrillo permette di attraversare la baia in una breve ma rilassante e panoramica crociera, e offre un punto di vista alternativo per le foto del Waterfront, il Seaport Village, il Convention Center e il Coronado Bridge.
Poco più avanti c’è l’International Cruise Terminal e, superato questo, la meravigliosa Star of India, il veliero attivo più antico al mondo. Fu costruito nel 1863 nell’Isola di Man e utilizzato dalla Gran Bretagna per le rotte dell’India e successivamente per il trasporto di emigranti verso la Nuova Zelanda. Venduta poi ad una compagnia di San Francisco venne utilizzata per il trasporto di salmoni dall’Alaska alla California e definitivamente dismessa nel 1923.
Oggi è ormeggiata stabilmente nel porto di San Diego e ospita il San Diego Maritime Museum, che si occupa anche di restaurare e manutenere navi storiche: come il traghetto a vapore Berkeley del 1898, lo yacht a vapore Medea del 1904 e il Pilot datato 1914. Tutti questi gioielli sono ammirabili in questa parte del porto, durante la nostra passeggiata.




Di fronte a noi il Waterfront Park e l’edificio del municipio di San Diego, circondato da un enorme e bellissimo giardino con installazioni di arte contemporanea, fontane e tanto spazio che viene utilizzato dai Sandiegans per praticare sport, fare pic nic, riunirsi con gli amici, passeggiare e godersi la giornata all’ombra delle palme.





La nostra passeggiata iniziata al Seaport Village, prosegue ancora per coloro che come me amano passeggiare. Continua ancora la vista del mare, delle barche a vela ormeggiate, dei piccoli moli e delle passerelle, in un ritmo qui più rilassato, che invita a perdersi nell’immensità del mare e dei propri pensieri.