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Cronache di vita ed appunti di viaggio di un`italiana a San Diego

Old Town San Diego
Alla scoperta di San Diego: OLD TOWN

Alla scoperta di San Diego: OLD TOWN

20 Maggio 2020 Elisabetta

Quando visito un luogo per la prima volta, forse per deformazione professionale, la prima cosa che voglio vedere è il centro storico, perché amo partire dalla conoscenza della storia di un posto, per poi apprezzarne meglio il presente. Così, quando siamo arrivati a San Diego, anche se le città americane non hanno un vero e proprio centro storico, nel senso europeo del termine, ho cercato di iniziare la conoscenza della città dal suo più antico insediamento. In questo post vi racconto la nostra prima giornata da turisti nella Old Town di San Diego e vi do qualche consiglio per il vostro tour in questo piccolo pittoresco quartiere.

Per arrivare all’Old Town San Diego State Historic Park, si possono usare i mezzi pubblici: sia il trolley, cioè il tram cittadino, che con la linea verde fa un percorso che congiunge alcuni dei punti turistici più interessanti, sia l’autobus: ci sono, infatti, diverse linee che fanno una fermata a Old Town. Noi, viaggiando con bimbo e passeggino al seguito, abbiamo scelto l’auto. Essendo una zona centrale, il parcheggio potrebbe essere problematico: io vi consiglio di prendere come riferimento Juan Street dove c’è un piccolo parcheggio (non a pagamento) che è proprio alle spalle del parco; se arrivate presto al mattino, come abbiamo fatto noi, riuscite a trovare posto.

Abbiamo notato il notevole impatto creato dallo stacco architettonico che c’è passando dalla città ultramoderna, con grattacieli ed ampie strade, a questo piccolo distretto di edifici bassi (non più di 2 piani) in stile ottocentesco, che ricordano i film Western

Ingresso dell’Old Town San Diego State Historic Park

Nell’entrare all’interno del parco, abbiamo notato il notevole impatto creato dallo stacco architettonico che c’è passando dalla città ultramoderna, con grattacieli ed ampie strade, a questo piccolo distretto di edifici bassi (non più di 2 piani) in stile ottocentesco, che ricordano i film Western. Oggi, infatti, il piccolo quartiere di Old Town San Diego si presenta quasi come una scenografia costruita per fare da sfondo a vecchi film americani. Old Town, in quanto primo nucleo dell’insediamento, è rimasto il centro, apparentemente non intaccato dallo sviluppo successivo della città attuale.

Se pensiamo, però, che, il Messico e la Baja California furono colonizzati durante il XVI secolo, non riusciamo a spiegarci lo stile ottocentesco degli edifici qui a Old Town. La narrazione della guida ci viene in aiuto: sebbene la prima scoperta europea della penisola risalga alla spedizione del 1542 condotta da Juan Rodriguez Cabrillo che raggiunge Point Loma, la colonizzazione dell’Alta California inizia solo nel 1769 proprio dall’area che oggi fa parte della Old Town di San Diego.

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Sulla collina dell’attuale Presidio Park viene istituito un avamposto militare, El presidio Real ed una missione intitolata a San Diego di Alcalà. I religiosi spagnoli che vengono a colonizzare il territorio e sottomettere i nativi attraverso le missioni francescane (questa è la prima di 21 in tutta la California), incontrano una popolazione da subito molto accogliente: i Kumeyaay.

Old Town San Diego
Plaza de las Armas

Di questo primo periodo, purtroppo non si è conservato nulla. La missione francescana con la sua manodopera di nativi Kumeyaay si sposta nel corso degli anni di 6 miglia nell’entroterra, dove ora si trova la Mission Basilica San Diego de Alcalà, una ricostruzione dell’originale eretta qui intorno al 1930. Le case che, invece, vediamo intorno alla Plaza de las Armas, il cuore di Old Town, sono tutte riferite al periodo successivo al 1821, anno in cui il Messico ottiene l’indipendenza dalla Spagna.

L’anno seguente un commando messicano arriva a San Diego ed inizia l’edificazione di residenze in stile spagnolo (i Messicani altro non sono che coloni spagnoli aristocratici che hanno ottenuto l’indipendenza dalla Madrepatria), caratterizzate dall’utilizzo di mattoni in argilla.

I religiosi spagnoli che vengono a colonizzare il territorio e sottomettere i nativi attraverso le missioni francescane (questa è la prima di 21 in tutta la California), incontrano una popolazione da subito molto accogliente: i Kumeyaay

Risalgono a quest’epoca (1827) le case più antiche ancora conservate di due Californios, membri delle élites che avevano ricevuto la proprietà dalla Spagna e dal Messico di grandi Ranchos, (possedimenti terrieri) in Alta California: José Antonio Estudillo, figlio del comandante del Presidio, e sindaco, tesoriere, giudice di pace del paese di San Diego e Juan Bandini, suo cognato, combattente per l’indipendenza del Messico e poi pubblico ufficiale a San Diego. Queste due case sono, durante l’Ottocento, il fulcro della vita sociale e politica della Old Town di San Diego. Nella Plaza de las Armas si tengono corride, feste, giochi e divertimenti, mentre nelle case di questi notabili si svolgono le cerimonie da ballo più ambite e frequentate dalle aristocrazie locali.

Old Town San Diego
Cosmopolitan Hotel and Restaurant

La casa di Estudillo, dopo alcuni passaggi di proprietà e ristrutturazioni, è stata riportata, per quanto possibile, all’aspetto iniziale: oggi è una casa-museo visitabile gratuitamente, che espone arredi ed oggetti d’epoca. La casa di Bandini, invece, è diventata oggi il Cosmopolitan Hotel and Restaurant, riprendendo la funzione che aveva assunto l’edificio con il primo passaggio di proprietà nel 1869.

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Gli altri edifici che si affacciano sulla piazza sono quasi tutti ricostruiti, pur rispettando lo stile dell’epoca, ma non si trova quasi nulla di realmente antico, oltre a queste due case. Infatti, con il passaggio della California a fare parte degli Stati Uniti, in seguito al Trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848 e la scoperta delle miniere d’oro vicino a Sacramento (Coloma), Old Town San Diego diventa una tappa frequente sulla via di passaggio per le miniere ed una richiestissima localizzazione per i nuovi immigrati. Così, a partire dal 1851 arrivano nella Old Town molte strutture in legno di case prefabbricate, pronte per l’assemblaggio a San Diego.

Con il passaggio della California a fare parte degli Stati Uniti, in seguito al Trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848 e la scoperta delle miniere d’oro vicino a Sacramento (Coloma), Old Town San Diego diventa una tappa frequente

Un bell’esempio è la Robinson Rose House: il suo primo proprietario è stato James Robinson, un avvocato texano che nel 1853 si fa costruire questo grande edificio per avere la casa e lo studio legale direttamente sulla piazza più importante. Il pian terreno della casa è costruito in mattoni, dipinto però esternamente con effetto legno ed il secondo piano è realizzato con una struttura prefabbricata in legno. Il secondo proprietario della grande casa, che contribuisce al nome dell’edificio odierno, è Louis Rose, imprenditore tedesco. Oggi la Robinson Rose House, completamente ricostruita nel 1989, ospita il Visitor Information Center che propone visite guidate gratuite (in lingua inglese) ad orari prestabiliti.

Robinson Rose House – Visitor Information Centre

Camminando in questo piccolo spazio di città, quello che colpisce è che sembra che il tempo si sia fermato ai tempi dei Californios. Sembra che la Old Town sia rimasta cristallizzata a quando era il centro della vita sociale e politica di San Diego. In realtà, invece, la Old Town inizia a perder di importanza a partire dal 1867 quando si dà il via alla costruzione della New Town; quasi immediatamente gli uffici governativi vengono spostati nella nuova comunità e con l’incendio del 1872 che distrugge ben sette edifici, la piccola Old Town viene quasi del tutto abbandonata.

Quello che si vede oggi è il risultato del preciso intento di riscoprire e conservare le origini Spagnole e Messicane della città di San Diego, conseguito con l’istituzione a Parco di questa porzione di città che era rimasta trascurata: nel 1968 il quartiere diventa l’Old Town San Diego State Historic Park. Con questa operazione si inizia il recupero e la ricostruzione del primo insediamento di San Diego, volendolo rappresentare esattamente come nel periodo tra il 1821 e il 1872.

Quello che si vede oggi è il risultato del preciso intento di riscoprire e conservare le origini Spagnole e Messicane della città di San Diego

Terminata l’immersione nella storia e il giro nelle diverse case originali e ricostruite, alcune trasformate in musei e visitabili gratuitamente, altre con piccole attività (c’è una tabaccheria, un negozio di candele, una sala da tè e caffè), è ora il momento di un’esperienza gastronomica e sociale. Attratti dalla musica e dalla ressa, ci dirigiamo verso la Fiesta de Reyes, un complesso che ripropone una piccola piazza di un paesino messicano, con una grande corte centrale e tutto intorno ristoranti, taquerie, negozi di artigianato.

Ingresso della Fiesta de Reyes

Per arrivarci dalla Plaza de las Armas, alla sinistra del Visitor Information Centre, passiamo sotto ad un ingresso contornato da una ricca vegetazione e veniamo investiti da colori, musica, ballerini, mariachi che suonano e cantano, drinks, tavolini e sedie, camerieri in antichi costumi messicani e tantissime persone.

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Nel decidere di buttarci a capofitto nelle origini e nella cultura messicane di San Diego, con tutta quella musica, colori e confusione (che ci sono piaciute tantissimo!), non abbiamo minimamente pensato che avremmo compromesso il pisolino del nostro bimbo e con esso anche il nostro tranquillo pomeriggio al Presidio Park. Usciti dalla Fiesta de Reyes, probabilmente sovraeccitato dai troppi input, il nostro bimbo ha dichiarato guerra al riposino post-pranzo, inizialmente rifiutandosi di salire sul passeggino e successivamente, pur costretto a stare lì, cantando e parlando in continuazione.

Nel decidere di buttarci a capofitto nelle origini e nella cultura messicane di San Diego, con tutta quella musica, colori e confusione (che ci sono piaciute tantissimo!), non abbiamo minimamente pensato che avremmo compromesso…

Il dopopranzo tranquillo si trasforma, quindi, in un pomeriggio attivo: per continuare con gli input e la confusione, proseguiamo dalla Fiesta de Reyes fino a Twiggs Street, e ci intratteniamo all’Old Town Market: un’area occupata da tantissimi negozi di souvenirs di San Diego, artigianato messicano, prodotti artistici, caramelle e dolciumi.

Proprio quello che ci voleva per terminare degnamente la nostra prima bellissima giornata da turisti a San Diego!


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